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l'importanza di essere FELICE

C'è davvero bisogno che ve lo dica?

"... Una fiaba in cerca di MORALE..."

Pubblicato su 30 Ottobre 2012 da Felice M. Campolo

'chi ti vuol bene ti fa piangere, chi ti vuol male ti fa ridere'

è un paradosso o un eccesso? E se fosse invece un paradosso eccessivo o un eccesso paradossale? Immagino che qualsiasi cosa sia, forse anche il saggio Zenone mollerebbe la spugna!

Esiste una storia, forse una leggenda, non so, che merita di essere tramandata:

"Un giovane uomo, mentre veniva spinto verso il patibolo, si scagliò contro la madre lacrimante, mordendole un orecchio e ammonendola: << se mi avessi rimproverato tutte quelle volte che rincasavo, dandoti le matite e i colori sottratti ai compagni, a quest'ora non perderei la testa e tu non piangeresti sul cadavere di tuo figlio!>> Non appena la mannaia recise il collo del giovane uomo, sua madre comprese le ultime parole di suo figlio e tornò a casa, sotto il mormorio dei presenti, dove avrebbe concesso alla disperazione di accompagnarla per il resto della sua vita."

Morale: _____________________________________________________________

Cari miei,

non dispenso morali! Ho troppa stima nei confronti di Esopo e Fedro... lascio a voi, però, il compito! Al massimo esterno una mia convinzione... l'equilibrio di tutto si fonda sulla comunicazione... parole e fatti dovrebbero venirsi incontro nel più semplice dei modi e nella misura più idonea! Per quanto concerne gli eccessi e i paradossi, beh, cedo volentieri la parola a educatori e filosofi che ne sanno, certamente, più di me!

Badate bene: questo post non è un test per bravi o cattivi genitori! E' soltanto una fiaba... la riflessione è lecita, ma solo se viene dal cuore... del resto è di modalità di affetto che si parla! :-D

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&quot;... Una fiaba in cerca di MORALE...&quot;
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I
Grazie della riflessione Felice... Anche se,non avendo figli,non conosci questa autoflagellazione .... Che,sicuramente,come bravo educatore ,non hai... :P ponzi ponzi poppoppo'.... :*
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I
Il buon esito di un processo educativo,lo sappiamo bene,e'contingente,aleatorio,problematico,sottoposto ad un'infinita' di variabili... Talvolta il fattore genetico e' fondamentale, quanto imprescindibile dal contesto di provenienza,e si va a fondere con un principio imitativo che oltrepassa ben oltre le intenzioni educative. Io mi accontenterei di formare(nel senso etimologico di&quot; dar forma&quot; ), degli individui che sono in potenza delle persone... Questo delicato passaggio porta la firma dei genitori ed e'un lavoro duro,una semina i cui frutti sono ben lontani dall'essere raccolti in tempi brevi.... E l'attesa,spesso, e'estenuante...lasciatevelo dire da chi ha 2 figli nel pieno della loro adolescenza...
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G
anche dire sempre di non fa bene all'educazione della prole,ma io sostengo che una pizza quando ci vuole ci vuole e che nessuno può interferire alle azioni di ciascun genitore in fondo la responsabilità di ciascun figlio ce l'abbiamo noi!
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O
Noi,oggi abbiamo un grandissimo difetto, quello di essere più permissivi rispetto ai nostri genitori. Non è semplice educare i figli in un contesto sociale come quello odierno, la favola del genitore amico è andata a scontrarsi immediatamente con i fallimenti e le delusioni ricevute da parte dei nostri figli. Io penso che un NO detto al momento giusto sia meglio di qualsiasi manuale del perfetto genitore scritto dallo psicologo del momento.
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M
Quanto è difficile oggi essere genitori o educatori in generale! anche se questa tua &quot;favola&quot; rivela che questa difficoltà è sempre esistita forse, azzardo, ancor prima che esistesse l'uomo perché anche gli animali hanno istinti &quot;educativi&quot;.<br /> Forse oggi le difficoltà maggiori provengono dal contesto socio-culturale spesso improntato su un ipocrita e dannoso permissivismo.<br /> È ovvio, chi ha il compito di educare e lo svolge accompagnato da un legame di affetto per i suoi &quot;apprendisti&quot;, non può non soffrire in prima persona quando è costretto al rimprovero o alla punizione ma sarebbe assai poco lungimirante e maturo lasciarsi sopraffare dai sentimentalismi e non comprendere il disegno più ampio e proficuo a lungo termine.
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