'chi ti vuol bene ti fa piangere, chi ti vuol male ti fa ridere'
è un paradosso o un eccesso? E se fosse invece un paradosso eccessivo o un eccesso paradossale? Immagino che qualsiasi cosa sia, forse anche il saggio Zenone mollerebbe la spugna!
Esiste una storia, forse una leggenda, non so, che merita di essere tramandata:
"Un giovane uomo, mentre veniva spinto verso il patibolo, si scagliò contro la madre lacrimante, mordendole un orecchio e ammonendola: << se mi avessi rimproverato tutte quelle volte che rincasavo, dandoti le matite e i colori sottratti ai compagni, a quest'ora non perderei la testa e tu non piangeresti sul cadavere di tuo figlio!>> Non appena la mannaia recise il collo del giovane uomo, sua madre comprese le ultime parole di suo figlio e tornò a casa, sotto il mormorio dei presenti, dove avrebbe concesso alla disperazione di accompagnarla per il resto della sua vita."
Morale: _____________________________________________________________
Cari miei,
non dispenso morali! Ho troppa stima nei confronti di Esopo e Fedro... lascio a voi, però, il compito! Al massimo esterno una mia convinzione... l'equilibrio di tutto si fonda sulla comunicazione... parole e fatti dovrebbero venirsi incontro nel più semplice dei modi e nella misura più idonea! Per quanto concerne gli eccessi e i paradossi, beh, cedo volentieri la parola a educatori e filosofi che ne sanno, certamente, più di me!
Badate bene: questo post non è un test per bravi o cattivi genitori! E' soltanto una fiaba... la riflessione è lecita, ma solo se viene dal cuore... del resto è di modalità di affetto che si parla! :-D
