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l'importanza di essere FELICE

C'è davvero bisogno che ve lo dica?

INTERVALLO I

Pubblicato su 16 Luglio 2014 da Felice M. Campolo

“Gli intervalli, in genere, vengono interpretati soltanto come soste di rilassamento e ripristino di un tot numero di energie.” Un po’, anzi, assai simile alla ricreazione a scuola, ad esempio, al crocevia tra il termine della seconda ora di lezione e l’inizio della terza. Oggigiorno son pochi, forse quasi rari, gli studenti con tovagliolo e panino col salame: sono in genere gli sfigati della classe. Adesso, alcuni si fiondano in bagno a fumarsi di soppiatto una cannetta e, disconoscendo integralmente le attitudini allo spasso di Bob Marley, si auto-convincono di essere quasi adulti e per lo più trasgressivi. Altri, invece, raggiungono l’oggetto del desiderio, solitamente la reginetta di bellezza dell’istituto, in balia di un si, di un approfondimento conoscitivo più intimo, magari di una fulminea pomiciata… (Ripetizione volontaria:) “Gli intervalli, in genere, vengono interpretati soltanto come soste di rilassamento e ripristino di un tot numero di energie.” Beh si, questa era la precedente definizione che gli affibbiava F. prima di avere un problema più che mediamente serio. L’intervallo, come ogni singolo vocabolo che ordinariamente la gente utilizza giornalmente, si presta, invece, ad un’infinità di significati ed F aveva deciso di assumerne di nuovi. Così, prese spunto dal campo musicale. In musica si definisce intervallo la distanza tra due note. L’intervallo poteva essere un allontanamento momentaneo, una pausa di media o di breve durata, passeggera come un’ape tra i pollini, un celere o corto sciopero personale, non per riappropriarsi della propria vigoria fisica, ma di quell’equilibrio psicologico che torna a ben amministrare la propria vigoria fisica… F. aveva da mesi l’intenzione di un intervallo, ma erano in pochi a dargli retta, soprattutto lui stesso. Adesso avrebbe dovuto pagare un permesso di sosta più costoso. Era in ansia (povero caro!). Poi tornava a scrutare i suoi eroi accompagnatori, Francesco e Maria, in cerca di quell’oasi d’amore senza compenso, e lì tornava a rammentare che in loro non avrebbe mai trovato un intervallo, bensì l’eternità. (Poveri loro!)

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